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descrizione fornita da Giovanni  De Blasi- storico di San Donato di Lecce

LA CHIESA MATRICE  è situata  nel punto di confluenza del Largo Chiesa, di Via Vigliano e di Via Chiesa che prosegue fino a Piazza Garibaldi e alla Via Roma.           

 Venne costruita dopo la rivoluzione napoletana di Masaniello (1647) accanto alla ricostruita Chiesa di San Donato, d’epoca medioevale, sormontata dal campanile a due campane, e funzionante da sagrestia; una scala in muratura interna collega questa sagrestia con il Palazzo Costantini del 1712, oggi adibito a Casa Canonica.

 La struttura portante della nuova chiesa, dedicata alla  Resurrezione  di Cristo venne ultimata nel 1704, mentre dal 1705 al 1778 vennero costruiti gli altari: l’altare maggiore in fondo alla navata; gli altari dedicati al SS. Crocefisso,  a Sant’Antonio da Padova e a San Donato sul lato Nord-Est; gli altari dedicati ai Santi Oronzo, Giusto e Fortunato, a San Luigi e alla Madonna del Rosario sul lato opposto.

 All’interno della chiesa si possono ammirare notevoli quadri dipinti ad olio su tela:  il quadro raffigurante  San Donato sull’omonimo altare; il quadro raffigurante la Madonna di Costantinopoli sulla parete in cima alla porta minore di Nord-Est; quello che narra l’episodio del fulmine del 14.8.1779,  in cima alla porta minore dirimpettaia, sul lato di Sud-Ovest.

 L’ altare  dei Santi Oronzo,  Giusto e Fortunato è  ornato  dalle grandi statue in pietra raffiguranti i tre santi stessi.
 Nel dirimpettaio altare del Crocefisso vi è una statua in legno a misura d’uomo raffigurante il Cristo morto.

 Una statua di Sant’Antonio da Padova, in legno, sta sull’altare a lui dedicato, mentre la statua in legno di San Luigi Gonzaga, nel 1964 venne spostata dal suo altare a quello adiacente del Rosario, in apposita nicchia.
 In altre nicchie stanno le pregevoli statue in legno, a misura d’uomo, raffiguranti Maria Addolorata e Maria Immacolata.
Un grande crocefisso in legno  è posto  dietro l’altare maggiore.
Una statua argentea a mezzo busto di San Donato è posta in una nicchia dell’altare a lui dedicato. Non vi sono pulpito e organo, eliminati, perché non più agibili, nel 1950. Il pulpito stava incastonato nel pilastro fra gli altari di San Donato e  quello di Sant’Antonio da Padova.
 L’organo, del 1705, stava a sbalzo in cima alla porta maggiore che guarda sul sagrato.

5 ottobre 2009  -  descrizione fornita da Giovanni De Blasi –storico di San Donato di Lecce