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Il consigliere comunale può esercitare il diritto di accesso agli atti amministrativi - art. 43 D.L.vo 267/2000 Testo Unico sull'ordinamento degli Enti Locali.

E' un istituto giuridico che consente al consigliere comunale di poter esercitare il proprio mandato, verificando e controllando il comportamento degli organi istituzionali decisionali del Comune e quindi l'accesso si estende, non solo a tutti i documenti, ma anche a tutte le notizie utili all'espletamento del mandato.

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Consiglio di Stato, Sezione V
Sentenza 28 settembre 2007 numero 5020

(presidente Millemaggi Cogliani, estensore Dell'Utri)

E' vero che il consigliere comunale (o provinciale) deve formulare le proprie istanze di accesso in maniera dettagliata, con indicazione degli estremi degli atti o almeno di elementi che ne consentano l'identificazione, dal momento che egli non può abusare del diritto all'informazione riconosciutogli per scopi emulativi o aggravando eccessivamente, con richieste non contenute entro limiti proporzionalità e ragionevolezza, la corretta funzionalità amministrativa dell'ente. E' altresì vero che il diritto di accesso dev'essere contenuto entro il munus pubblico, attribuito al consigliere, del controllo politico-amministrativo. E tuttavia, al consigliere comunale (o provinciale) non può essere opposto alcun diniego (salvo i pochi casi eccezionali e contingenti, da motivare puntualmente e adeguatamente, e salvo il caso - da dimostrare - che lo stesso agisca per interesse personale), determinandosi altrimenti un illegittimo ostacolo al concreto esercizio della sua funzione, che è quella di verificare che il Sindaco e la Giunta Municipale esercitino correttamente la loro funzione.

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